Dieta macrobiotica e insetti commestibili

November 29, 2017

Yin Yang edible insects

Da quando la cultura orientale è entrata a far parte della vita di noi europei, siamo rimasti da subito talmente affascinati dalla sua aura misteriosa e dalle strane abitudini che la caratterizzano, che è praticamente diventato normale ritagliarci ogni giorno un po' di tempo da dedicare ad attività come lo yoga, la meditazione, la medicina tradizionale cinese o l'agopuntura.

Anche la cucina è stata influenzata in questo senso: cosa pensare dell’introduzione nella nostra alimentazione quotidiana di nuovi prodotti come i cibi fermentati, la soia, il miso, le alghe dai nomi impronunciabili (come la wakame, la konbu o la kanten), il tofu o i famosi funghi shiitake diventati famosi per sembrare una panacea contro tutti i mali? Un vero e proprio regime alimentare che abbiamo importato, e che sta ora cavalcando la cresta dell’onda, è la dieta macrobiotica.

Ma cos’è questo nuovo stile di vita di cui tutti parlano? In effetti la formula giusta è proprio questa, stile di vita: per dieta macrobiotica non intendiamo infatti solo una maniera di alimentarsi quanto di comportarsi.

L’ideatore di questa filosofia si chiama George Ohsawa e le fondamenta su cui si basa sono il raggiungimento dell’equilibrio tra lo Yin e lo Yang, principi presenti in tutta la natura che rappresentano la dualità presente in ogni elemento di cui è composto l’universo. Secondo questa filosofia, solo quando lo Yin e lo Yang sono in equilibrio (dove con questi due elementi possiamo identificare quindi il maschile e il femminile, l’acido e l’alcalino, il positivo e il negativo, il freddo e il caldo, il buio e la luce ecc.) si verifica l’assenza di malattia e la serenità spirituale e fisica.

Gli alimenti principali ammessi nella dieta sono: i cereali (soprattutto il riso integrale), i legumi (specialmente la soia), il pesce, che è ammesso ma solo ogni tanto, le verdure cotte e la frutta di alcune varietà.
Vietati sono invece la carne, il latte e i latticini. Una domanda sorge spontanea: perché allora non copiare agli asiatici anche la loro abitudine di mangiare insetti? Loro li mangiano da migliaia di anni (e lo stesso succede in popolazioni in Africa e in America Latina!) e ne sanno sfruttare il prezioso apporto nutritivo: ricordiamo infatti che gli insetti sono ricchi in proteine e in micronutrienti come la vitamina B12 (importantissima per i vegetariani e i vegani poiché altrimenti contenuta solo in alimenti di origine animale), la B7, la B2 o la B9, i famosi omega 3 e omega 6 ma anche il fosforo, il ferro o il potassio (solo per citarne alcuni).

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