Allevamento grilli: cosa c'è da sapere

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Allevamento grilli: tutto ciò che c'è da sapere
Dopo averli considerati a lungo come una fonte di nutrimento fondamentale per anfibi, rettili e altri animali, i grilli, così come tantissimi altri insetti, iniziano a essere presenti anche nella dieta umana.

Da qualche anno stiamo assistendo alla nascita dei primi allevamenti di grilli nostrani, a opera di start up e piccole aziende particolarmente lungimiranti che sostengono con convinzione l’apporto che gli insetti possono fornire alla nostra alimentazione, ma anche il contributo che questo tipo di produzione potrebbe dare all’economia e, soprattutto, all’ambiente. Ma c’è anche chi ha provato ad avviare un allevamento di grilli fai da te, tra le mura di casa. I motivi alla base di una scelta di questo tipo possono essere tanti: si può, infatti, essere semplicemente curiosi e/o appassionati, oppure desiderare di autoprodurre il nutrimento per la propria famiglia di rane. Ma nulla toglie che il fine ultimo che si cela dietro un allevamento di grilli domestico sia quello di potersi cimentare ai fornelli con piatti sfiziosi a base di prodotti novel food.
Ma cosa comporta dover crescere e curare una colonia di grilli in casa? È complicato gestire un allevamento di questo tipo? La risposta è no, è tutt’altro che difficile, basta solo mostrare le dovute attenzioni.
Allevare grilli in casa, come fare?
Prima di avviare il proprio allevamento di grilli domestico occorre tenere in considerazione alcuni elementi e prendere delle semplici accortezze.
Partiamo dalle basi. Innanzitutto, lo spazio da riservare agli animali non deve essere né troppo ristretto e neanche troppo affollato. L’ideale sarebbe che ogni grillo potesse usufruire di almeno 2,5 cm².
L’allevamento non va tenuto vicino a fonti luminose artificiali: sembra, infatti, che i grilli prediligano la luce naturale per la schiusa delle loro uova.
Bisogna prestare particolare attenzione anche alla temperatura dell’abitacolo: per preservare la salute degli insetti, è bene che si aggiri intorno ai 30 gradi e non superi mai i 35, con un tasso di umidità che non vada oltre il 50%.
Compiuti questi primi passi, scopriamo cosa bisogna sapere e cosa serve materialmente per dare vita all’allevamento.
Quali grilli allevare?
Negli allevamenti di grilli destinati all’alimentazione umana o animale si incontrano diverse specie. Se un tempo la più comune fra tutte era l’Acheta domesticus, oggi si allevano spesso anche i Gryllus Bimaculatus, i Gryllodes Sigillatus e l’Acheta Assimilis. A questa specie, in particolare, appartengono esemplari di taglia più grande, caratterizzati da un’indole più pacata (che quindi tendono meno a fuggire dai contenitori) e da un frinire molto meno rumoroso (e fastidioso) rispetto agli altri.
Gli strumenti necessari
Quali oggetti occorre procurarsi per costruire un ambiente che sia il più confortevole possibile per il nostro allevamento di grilli domestico e possa favorire, così, la riproduzione dei piccoli animali? Cominciamo dalla base sulla quale la gabbia o il contenitore che ospiterà i nostri grilli dovrà poggiare. L’ideale è costruire un pavimento a base di materiale ruvido. Potrebbe trattarsi di uno strato di pellet, sabbia o trucioli di legno, tutti prodotti facilmente reperibili nei negozi di bricolage. L’importante è che si tratti di un fondo inodore, dai colori neutri, creato con componenti atossici e di piccolo formato. Servirà affinché i grilli percepiscano di muoversi su una sorta di terreno, simile a quello che avrebbero a disposizione in natura.
Passiamo al contenitore dentro al quale crescerà l’allevamento. Come già detto, la scatola dovrà essere abbastanza spaziosa, specie nel caso in cui la colonia di grilli che intendiamo creare sia piuttosto numerosa. Questo, sia per far sì che i nostri insetti stiano comodi e sia per evitare il rischio che si feriscano mortalmente tra loro o che si verifichino episodi di cannibalismo.
Potremo scegliere il classico contenitore di plastica che usiamo per il cambio degli armadi, o le cosiddette “fauna box”, disponibili in diversi formati e dimensioni in tutti i punti vendita specializzati, compresi portali e rivenditori online. Nel caso in cui non si utilizzi una fauna box, ma una qualsiasi scatola di plastica, occorre ricordarsi di forare le pareti per favorire il passaggio dell’aria (facendo attenzione a non creare dei fori troppo larghi).
Una volta predisposto il contenitore idoneo a ospitare la nostra colonia di grilli, cosa bisogna metterci dentro? Occorrerà riempirlo con delle piccole scatole di materiale leggero (ad esempio cartone o alluminio), che abbiano una base di terriccio non fertilizzato. All’interno di queste scatoline, i grilli potranno rifugiarsi per riprodursi e deporre le uova.
Importantissima è la presenza dell’acqua: i grilli sono grandi bevitori e possono sopravvivere al massimo per due giorni senza bere. Per cui, occorrerà dotare il contenitore di abbeveratoi simili a quelli presenti nelle gabbie degli uccellini. L’importante è non inserire vasche o piccole bacinelle colme d’acqua, per evitare annegamenti. Per lo stesso motivo, gli abbeveratoi dovranno avere lo spazio di accesso all’acqua di dimensioni davvero limitate e, possibilmente, coperto con del cotone, dell’ovatta o un altro materiale facilmente permeabile dal quale i grilli possano attingere le loro risorse idriche.
Come nel caso in cui si possieda una gabbia di canarini, anche nel caso dei grilli bisogna provvedere alla pulizia dell’allevamento. Periodicamente, infatti, è necessario eliminare le feci e i residui di cibo dalle scatoline che si trovano dentro il contenitore e cercare di pulire il più possibile anche il fondo e le pareti del contenitore stesso. Il tutto, facendo in modo che nel frattempo i grilli non si diano alla fuga.
La riproduzione dei grilli
Come riconoscere un grillo maschio da un esemplare di femmina? Un ottimo segno distintivo sono le ali e l’organo utile a deporre le uova. La femmina, infatti, possiede ali più grandi di quelle del maschio e, inoltre, in fondo all’addome, nella parte centrale, presenta un’appendice lunga e abbastanza evidente: l’organo ovodepositore.
I grilli vivono per circa due mesi e mezzo. Nella loro vita raggiungono tre stadi diversi: uovo, neanide ed esemplare adulto. Raggiunta la maturità, i grilli iniziano a riprodursi e le femmine depongono le uova: nell’arco della loro esistenza arrivano a deporne fino ad alcune migliaia (e un massimo di cento al giorno). Le uova si schiudono in un lasso di tempo che oscilla tra le due settimane e i quaranta giorni, a seconda della temperatura dell’ambiente. Più questa è alta e più velocemente si apriranno le uova. Nel nostro allevamento, dovremo controllare con regolarità che le femmine abbiano deposto: se così sarà, bisognerà sostituire la scatolina in cui si trovano le uova con un’altra vuota. Le uova vanno infatti protette e tenute al riparo dagli esemplari adulti in attesa che si schiudano.
Non appena nati, le neanidi sono lunghi circa 1 mm, anche se crescono velocemente e arrivano a fare fino a 12 mute. Per le prime settimane di vita, anche loro, come le uova, vanno tenute in una scatola isolata, separata dai grilli adulti e vanno alimentati a parte. Dopo 8 settimane, le neanidi possono essere considerate adulte e le loro dimensioni varieranno tra i 20 e i 30 mm, a seconda della specie.
Cosa mangiano i grilli d’allevamento?
Quali alimenti dobbiamo inserire all’interno del contenitore che ospita il nostro allevamento di grilli?
Per far sì che gli insetti si nutrano nel modo più naturale e corretto possibile, l’ideale sarebbe fornire del fieno, che rappresenta uno dei loro cibi preferiti. Nel caso in cui questo non sia disponibile, si può dare del pellet vegetale(simile a quello destinato a conigli e roditori). Ma non basta: occorrono anche dei cereali, come l’avena. Ed è giusto tuttavia fornire ai grilli anche un apporto proteico (ad esempio delle crocchette per gatti o per cani) e vitaminico. La frutta è molto importante per l’idratazione di questi animali, ma occorre fare attenzione a non scegliere frutti troppo succosi per l’alimentazione delle neanidi. Per gli adulti, fette di mela e spicchi d’arancia andranno più che bene. È possibile dare loro anche delle erbe come il tarassaco, ma è bene evitare lattughe e altre verdure fresche. Quando si inseriscono pezzi di frutta e verdura all’interno dell’allevamento, bisogna però anche ricordarsi di cambiarli e rimuovere frequentemente i residui per evitare che nel tempo si formino le muffe. E poi, lo ribadiamo, bisogna fare in modo che i grilli si abbeverino regolarmente rifornendoli di acqua, elemento essenziale per scongiurare forme di cannibalismo e la morte per disidratazione (cosa che può succedere, specie nei periodi di alte temperature).




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